Progetto Tartufi Biodiversità e Foresta – FOR.TA.BIO Fase 2

Progetto Tartufi Biodiversità e Foresta – FOR.TA.BIO Fase 22025-04-11T09:31:33+00:00

Contesto

I PEI, ovvero i Partenariati europei per l’innovazione, sono iniziative lanciate dall’Unione Europea per affrontare problematiche sociali e stimolare l’innovazione in vari ambiti. Questi partenariati coinvolgono diversi attori, come enti pubblici, aziende, università e organizzazioni della società civile, che collaborano per sviluppare soluzioni innovative. 

I PEI si focalizzano su temi specifici, tra cui l’agricoltura sostenibile, la salute, l’energia e l’invecchiamento attivo, con l’obiettivo di migliorare la vita dei cittadini europei. Attraverso la condivisione di conoscenze, risorse e buone pratiche, i PEI puntano a velocizzare l’adozione di innovazioni e a generare un impatto positivo nelle comunità. In breve, i Partenariati europei per l’innovazione rappresentano un modo per unire diverse competenze e forze per affrontare le sfide attuali e promuovere un futuro più sostenibile e innovativo in Europa.

Il progetto sperimenta modelli di gestione forestale per contrastare il calo della produttività delle tartufaie, legato all’abbandono dei boschi e alla scarsa manutenzione.

In particolare, il Gruppo Operativo del Partenariato Europeo per l’Innovazione “Valle Aterno Model Forest” si occupa della relazione fra gestione dei boschi e produttività dei tartufi selvatici.

Oltre ai problemi commerciali, produttivi e di filiera che affliggono il mondo dei tartufi, da un po’ di anni si sono riscontrati problemi legati alla perdita di produttività delle tartufaie, dovuta al cambiamento climatico e a diversi altri fattori ancora non del tutto chiari. 

Fra questi si può annoverare il totale abbandono dei boschi e la scarsa e/o inadeguata gestione forestale. Le ricerche scientifiche volte a valutare quali siano i criteri di gestione forestale più adeguati alla salvaguardia delle diverse specie di tartufo ed al contrasto dei cambiamenti climatici, sono ad oggi molto scarse e difficilmente trasferibili alla realtà locale abruzzese. 

Obiettivi

Il progetto mira a sperimentare l’applicazione di modelli differenti di gestione forestale, ad esempio diradamenti diversificati della copertura vegetale, per valutarne l’effetto sulla produttività e la diffusione del tartufo scorzone (Tuber aestivum).

Si vuole identificare così la strategia più efficace per salvaguardare la produzione naturale di questo fungo, favorendo il recupero di aree degradate non più produttive o migliorando altre aree ancora produttive.

Attività

Chi fa cosa

  • La cooperativa Leaf Lab si è occupata del coordinamento del progetto, dell’attività preparatoria, della pianificazione dei tagli e della direzione dei cantieri forestali.
  • L’Università degli Studi dell’Aquila ha svolto analisi molecolari massali della comunità fungina ectomicorrizica, analisi dei cambiamenti del livello di micorrizazione delle piantine introdotte, analisi ambientali. In particolare, sono state piantati alberelli micorrizati “spia” di roverella (Quercus pubescens Willd) provenienti dal vivaio Mycoplants, per verificare, in diversi contesti ambientali (aree forestali aperte, chiuse, con diverse esposizioni ecc) come si evolvessero nel tempo le micorrize.
  • Le aziende agricole partner di progetto hanno effettuato i lavori forestali nelle parcelle di bosco ed hanno assistito i ricercatori nell’impianto delle roverelle spia. L’azianda Franco Faraone ha organizzato, invece, un laboratorio di valorizzazione e cucina del tartufo.
  • L’impresa ILEX col Centro educazione ambientale “Torre del Cornone” ha infine gestito le attività di animazione e divulgazione.

Attraverso analisi scientifiche e attività sul campo, si punta a ripristinare l’equilibrio degli ecosistemi boschivi e a valorizzare la produzione naturale di tartufo scorzone.

Comunicazione e divulgazione

Elenco delle attività

  • Sei visite guidate nei boschi dove si sono realizzate le azioni progettuali di gestione del bosco a vocazione tartufigena e nei diversi luoghi della filiera del tartufo. Questo programma di visite ha di fatto costituito un vero e proprio “mini-corso” per consentire ai partecipanti di conoscere, dalla viva voce dei protagonisti, le diverse componenti della filiera del tartufo sia selvatico che coltivato:
    • Il paesaggio del tartufo e le tartufaie artificiali
    • la caccia al tartufo
    • i cani specializzati, il loro allevamento, la loro formazione
    • la ricerca scientifica sulle micorrize e sul loro ambiente
    • la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti a base di tartufo
    • la produzione di piante micorrizate
    • La preparazione, la cucina e la valorizzazione del tartufo
  • Una pubblicazione, nella collana “Quaderni dell’Aterno”, sul tartufo nel nostro territorio e sui caratteri dei boschi tartufigeni, con enfasi sui risultati della ricerca. Il quaderno propone anche riflessioni sul tema dei cambiamenti climatici in relazione al tartufo, sul ruolo “antincendio” giocato dalle tartufaie d’impianto artificiale, sull’economia del tartufo.
  • Due seminari sul progetto ed i suoi risultati: uno introduttivo per presentare il piano di lavoro e gli obiettivi e uno conclusivo con i risultati del progetto. Quello iniziale è stato ospitato presso il vivaio dell’impresa Mycoplants di San Demetrio ne’ Vestini mentre quello conclusivo si è svolto a Poggio Picenze presso l’Agriturismo SS 17, partner del progetto.
  • Aggiornamento del sito web della Foresta Modello Valle Aterno FMV con l’inserimento di  una sezione dedicata al progetto e al PEI e una sezione della pagina social FB di FMVA con post sul progetto e su tutte le iniziative che lo compongono.
  • Un articolo scientifico con i risultati della ricerca.
  • Un viaggio di tre giorni per conoscere casi virtuosi di valorizzazione delle superfici forestali a vocazione tartufigena presso la Foresta Modello dell’Istria. Nel corso di questo viaggio un gruppo di venti persone provenienti dalla Foresta Modello Valle Aterno è stato condotto a visitare alcuni elementi di grande interesse che sono stati sviluppati nel territorio della consorella associazione della Foresta Modello dell’Istria (Croazia). In particolare il gruppo ha visitato
    • la grande impresa Zigante (100 dipendenti) che raccoglie, trasforma e commercializza grandi quantitativi di tartufo sia bianco che nero pregiato che scorzone e bianchetto;
    • l’impresa a gestione famigliare Karlic, che gestisce alcune tartufaie artificiali, trasforma e commercializza i tartufi, propone programmi turistici di caccia al tartufo, gestisce un piccolo museo storico del tartufo;
    • la foresta pubblica planiziaria ed umida di Motovun (Montona) dove centinaia di cercatori autorizzati raccolgono il prezioso tartufo bianco;
    • l’associazione di donne “Drvo i Sova” si occupa di artigianato naturale, di cibi tradizionali e di animazione sociale.

Risultati attesi

Il risultato del progetto consiste nell’identificare le modalità per una corretta gestione forestale che ripristini la produttività del tartufo scorzone e che migliori gli equilibri dell’ecosistema bosco, aumentandone la biodiversità e la resilienza verso i cambiamenti climatici e di conseguenza la conservazione della produttività del tartufo.

In particolare si contribuisce a definire le condizioni microclimatiche e i microhabitat ottimali per incrementare e mantenere la produttività di tartufo scorzone nei nostri boschi.

Approfondimenti

Loghi istituzionali

  • Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Reg. (UE) n. 1305/2013, articoli 35, 55, 56 e 57.
  • Misura 16: Cooperazione
  • Sottomisura 16.1: Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI (Partenariato Europeo per l’Innovazione) in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura

Notizie sul progetto

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