
Wood Wide Web: una scoperta abbastanza recente
La rete di interconnessione degli alberi, detta anche Wood Wide Web o Wood Wide Network, è stata scoperta per la prima volta da Suzanne Simard, un’ecologa forestale canadese. L’esperimento è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature nel 1997 e ha dimostrato l’esistenza di un collegamento formato da reti fungine e altri microorganismi per il trasporto di zuccheri, altri nutrienti e informazioni tra diversi alberi, a livello sotterraneo. Questa scoperta ha cambiato la visione delle foreste, composte da alberi che non sono entità a se stanti.
Gli alberi “madre” o alberi “hub”
L’ecologista Suzanne Simard ha inoltre definito, con i suoi esperimenti, la presenza di alberi “hub”, detti anche alberi “madre”. Questi alberi sono i più grandi e anziani, che fungendo da centri di comunicazione della rete, mantengono connessioni con una grandissima quantità di esemplari e specie diverse. In particolare, si “prendono cura” delle piante più giovani e deboli, proprio come una madre, distribuendo loro risorse attraverso la rete micorrizica e trasmettono inoltre segnali di pericolo per avvertire l’intera comunità forestale di un eventuale patogeno o di una carestia.
Come cambia l’approccio nella tutela delle foreste
La scoperta di questa rete di interconnessione degli alberi ha portato ad un cambiamento nell’approccio di gestione delle foreste e della biodiversità di questi ecosistemi. Considerando la presenza e l’importanza degli alberi “hub”, la loro conservazione diventa fondamentale per la tutela dell’intero ecosistema forestale. Inoltre, il suolo e il sottosuolo acquisiscono ancora maggior rilevanza, e la salvaguardia di questa risorsa diventa fondamentale per garantire la resilienza delle foreste. Infine, nel gestire l’ecosistema forestale, è necessario adottare una visione sistemica e non più considerare gli alberi come singoli individui isolati, ma tener conto della complessità delle interazioni instauratesi, anche a livello sotterraneo.
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